Gen 28, 2026

COP30 di Belém: luci, rischi e opportunità

La COP30 di Belém, tenutasi in Brasile dal 10 al 22 novembre 2025, è stata una delle conferenze sul clima più attese degli ultimi anni: si è tenuta dieci anni dopo l’Accordo di Parigi e in un momento in cui le decisioni climatiche globali influenzano sempre di più economie, investimenti e modelli di impresa.

Come società benefit specializzata in consulenza in sostenibilità, in Be Green crediamo che sia fondamentale leggerne esiti e implicazioni non solo dal punto di vista politico, ma soprattutto strategico e operativo per le aziende. 

Gli esiti principali

1. Riaffermazione dell’obiettivo di 1,5 °C:
Uno degli esiti più evidenti della COP30 è stata la conferma del target di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C, pilastro dell’Accordo di Parigi. Tuttavia, come sottolineato da molte analisi (tra cui segnaliamo quella di Italian Climate Network), questo impegno rischia di rimanere prevalentemente dichiarativo se non accompagnato da strumenti concreti, verificabili e vincolanti.

A questo si aggiunge un elemento significativo emerso a livello europeo: il recente accordo politico tra Consiglio UE e Parlamento europeo per semplificare la rendicontazione di sostenibilità ha eliminato l’obbligo per le imprese di predisporre piani di transizione climatica. Una scelta dettata dalla necessità di ridurre oneri amministrativi e sostenere la competitività, ma che apre un interrogativo importante: come conciliare la conferma globale dell’obiettivo 1,5 °C con la riduzione degli strumenti normativi necessari a raggiungerlo? Questo rende ancora più cruciale l’iniziativa volontaria delle aziende: anche senza obbligo regolatorio, i piani di transizione climatica restano uno strumento essenziale per strategia, governance e credibilità ESG.

2. Belém Package e Mutirão Decision, un quadro misto:
Il cuore negoziale della conferenza è stato il Belém Package, o Mutirão Decision, un documento che combina cooperazione multilaterale e impegni su diversi fronti della lotta al cambiamento climatico.
I Paesi riuniti alla COP30 hanno:

  • riaffermato l’obiettivo di Parigi sul contenimento del riscaldamento globale;

  • riconosciuto il ruolo centrale dei diritti umani e delle comunità locali;

  • rafforzato l’attenzione alla giusta transizione, intesa come processo inclusivo e socialmente equo;

  • richiamato la necessità di proteggere le popolazioni più vulnerabili.

Pur trattandosi di un passo avanti sul piano valoriale, il Mutirão non introduce strumenti operativi o obblighi chiari, e questo rende l’efficacia del documento dipendente dalle scelte future dei singoli Stati.

3. Finanza climatica e adattamento, triplicare gli sforzi:
Una delle parti più concrete dell’accordo è l’impegno politico a triplicare i finanziamenti per l’adattamento climatico entro il 2035, con l’obiettivo di mobilitare almeno 1.300 miliardi di dollari all’anno a favore dei paesi in via di sviluppo. Questa decisione rappresenta un passo importante per migliorare la resilienza globale alle ondate di calore, alluvioni e altri impatti derivanti dai cambiamenti climatici, ma resta ancora insufficiente rispetto alle risorse realmente necessarie secondo le stime scientifiche e finanziarie internazionali.

4. Assente una roadmap globale per uscire dai combustibili fossili:
Nonostante uno sforzo diplomatico significativo, la Mutirão Decision non include una roadmap vincolante per l’uscita dai combustibili fossili (carbone, petrolio, gas), uno dei nodi più critici per raggiungere davvero gli obiettivi climatici. Oltre 80 paesi avevano sollecitato un piano chiaro per il phase-out delle fonti fossili, ma le decisioni finali si sono concentrate su altri aspetti, lasciando questo tema in gran parte fuori dal testo ufficiale.

In conclusione: una COP dal doppio volto

La COP30 di Belém lascia un’eredità complessa, perché se da un lato conferma gli obiettivi di Parigi e una maggiore attenzione all’adattamento, avanzamenti su finanza climatica e giusta transizione, dall’altro non prende nessuna decisione chiara sulle fossili e permane un gap significativo tra obiettivi e strumenti operativi.

Le implicazioni per le aziende: la sostenibilità torna alle persone

La COP30 mostra che il progresso climatico è ancora possibile, ma non potrà basarsi unicamente su obblighi normativi o indicazioni politiche. Al contrario, saranno le aziende, e le persone che le guidano e vivono ogni giorno, ad avere un ruolo determinante nel trasformare gli obiettivi globali in azioni concrete.

La conferenza di Belém ci offre infatti un insegnamento importante: la sostenibilità avanza quando diventa una scelta consapevole, non solo quando viene imposta da una regola. E in un contesto europeo in cui alcuni obblighi, come i piani di transizione climatica, sono stati alleggeriti, questa dinamica si rafforza ulteriormente.

Ancora una volta appare evidente come la transizione climatica richieda visione, strumenti e competenze.
Se vuoi accompagnare la tua azienda verso un percorso di sostenibilità solido, credibile e allineato agli scenari globali, Be Green è al tuo fianco.