Giu 10, 2026

Certificazioni vino: il valore della sostenibilità

Certificazioni vino: il valore della sostenibilità

Le certificazioni vino legate alla sostenibilità sono sempre più visibili negli stand di Vinitaly. La presenza di loghi come VIVA, Equalitas, SOSTAIN e (anche) B Corp non è casuale. In una fiera orientata al business internazionale, questi riferimenti parlano soprattutto a buyer, importatori e distributori.

Infatti, nei mercati del Nord Europa, del Canada e in altri contesti attenti ai temi ESG, le performance ambientali, sociali e di governance sono sempre più importanti per avviare nuove relazioni commerciali.

In questo scenario, una certificazione riconosciuta aiuta la cantina a presentarsi con maggiore credibilità. Inoltre, offre evidenze verificabili su filiera, territorio, lavoro e governance.

Certificazioni vino e apertura dei mercati

Le certificazioni vino non sono solo strumenti tecnici. Possono diventare vere leve commerciali.
Una cantina certificata può:

  • rafforzare la reputazione aziendale;
  • ridurre il rischio di greenwashing;
  • facilitare il dialogo con buyer esteri;
  • valorizzare gli investimenti già realizzati;
  • distinguersi in un mercato competitivo.

Di conseguenza, il valore della certificazione non si misura solo nel prezzo della bottiglia. Spesso si traduce in fiducia, accesso a nuovi mercati e migliore posizionamento del brand.

Il valore dipende dalla riconoscibilità

Il tema del ritorno economico delle certificazioni era già stato affrontato in un approfondimento di AgroNotizie sul vino sostenibile. In quell’occasione, anche Ludovica Calselli, founder di Be Green Consulting, evidenziava come la sostenibilità non fosse solo un costo, ma un investimento strategico.

Tuttavia, perché una certificazione generi valore commerciale, non basta ottenerla. È necessario che venga compresa dal mercato.

L’esempio più chiaro è quello del biologico. Oggi il logo bio è riconosciuto anche dal consumatore finale. Richiama subito un sistema di regole, controlli e valori. Proprio questa riconoscibilità ha trasformato il biologico in una leva commerciale forte.

Per le certificazioni di sostenibilità nel vino, invece, il percorso è ancora in evoluzione. I buyer ne comprendono sempre di più il significato. Al contrario, il consumatore finale spesso conosce meno questi standard.

Per questo motivo, le aziende devono raccontare meglio il significato della certificazione. Solo così il logo diventa comprensibile, attendibile e utile anche sul piano commerciale.

Dal logo al racconto: il ruolo del Bilancio di Sostenibilità

Accanto alle certificazioni, il Bilancio di Sostenibilità può rafforzare la comunicazione verso gli stakeholder.

Un esempio significativo è quello della cantina umbra Arnaldo Caprai. L’azienda, già promotrice del protocollo New Green Revolution e oggi certificata Equalitas, ha utilizzato negli anni anche Vinitaly per presentare il proprio Bilancio di Sostenibilità.

Questo passaggio è importante: la certificazione verifica un percorso, il Bilancio di Sostenibilità, invece, ne racconta risultati, obiettivi e impatti.

In altre parole, certificazione, rendicontazione e racconto diventano tappe dello stesso processo. Insieme aiutano a trasformare la sostenibilità da impegno interno a valore riconoscibile dal mercato.

Il ruolo di Be Green Consulting

In Be Green Consulting accompagniamo le aziende vitivinicole nei percorsi di sostenibilità. Le aiutiamo a scegliere lo standard più adatto alla loro identità, ai loro obiettivi commerciali e al livello di maturità ESG.

Dalle certificazioni VIVA ed Equalitas fino al Bilancio di Sostenibilità, supportiamo le cantine nel rendere la sostenibilità chiara, credibile e comprensibile.

Perché oggi non basta ottenere una certificazione. Occorre saperla spiegare, valorizzare e integrare in un racconto coerente. Solo così le certificazioni vino possono diventare una reale leva di competitività e creazione di valore.